Timballo, il nuovo cortometraggio di Maurizio Forcella incentrato sul tema dell’integrazione culturale attraverso il cibo, sarà proiettato, in anteprima regionale, all’inizio della sesta serata di Roseto Opera Prima XXII edizione, Venerdì 14 Luglio.

Il corto, girato nell’Estate 2016 a Campli, in provincia di Teramo, vede protagonisti un cast composto anche da attori cinematografici molto noti come Maria Grazia Cucinotta (Il Postino), Ivan Franek (La Grande Bellezza) e Nunzia Schiano (Benvenuti al Sud, Benvenuti al Nord)

Il regista, lo sceneggiatore, Pietro Albino di Pasquale e il compositore delle musiche Gianluigi Antonelli, interverranno prima della proiezione

TIMBALLO

di Maurizio Forcella

CAST

Maria Grazia Cucinotta, 
Nunzia Schiano
Ivan Franek
Gianluigi Antonelli
Fabio Balsamo
Manuel D’Amario
Niko Mucci
Mukuna Samulomba Malaku
Aniello Senatore

CREDITI

regia:  MAURIZIO FORCELLA

produzione: Pietro Albino Di Pasquale, Mauro Vanni – Itaca, Emanuele Palamara

sceneggiatura: Pietro Albino Di Pasquale, Maurizio Forcella

fotografia:  Juri Fantigrossi

montaggio:  Ilenia Zincone

scenografia:  Mauro Di Giuseppe, Luca Di Stefano

costumi:  Federica Amato

musica: Gianluigi Antonelli

suono: Fabio Fortunati

SINOSSI

Maria Grazia Cucinotta conduce un programma dal titolo, Nella mia cucina, dove degli amici si raccontano cucinando i piatti tipici della tradizione regionale. Un giorno un attore napoletano, ospite del programma, presenta il suo Timballo.

Per la Signora Adelina la cuoca di un ristorantino abruzzese dello sperduto comune di Campli, il timballo non è Napoletano né tanto meno Siciliano, per l’anziana donna è uno soltanto, quello Camplese. Adelina prende il telefono e chiama Maria Grazia invitandola nel suo piccolo ristorante ad assaggiare il vero Timballo.

Purtroppo la sfortuna è sempre in agguato, proprio il giorno in cui Maria Grazia Cucinotta dovrebbe venire a Campli si rompe il bagno.  Nicola stanco di sentire la lagna della madre, chiama gli idraulici.  Degli ex muratori che sono tutto tranne che esperti di tubature intasate.

Omar, Dragan e Samir si affannano nel tentativo di aggiustare il wc mentre 

Nicola in cucina si sgola cercando di spiegare alla madre che la Cucinotta non verrà mai: “Potrebbe mai la Cucinotto venire in Abruzzo, a Campli ad assaggiare il tuo timballo!?” Ma la donna insiste che Maria Grazia le ha dato la sua parola.

La signora Adelina nel costatare che il bagno è un disastro si sente male, e Nicola scivola sul bagnato rompendosi un braccio e una gamba, il timballo non è ancora pronto…

Seduta al tavolo apparecchiato nell’incredulità generale c’è Maria Grazia Cucinotta!

A Salvare le sorti del ristorante e l’onore del timballo, saranno i tre idraulici con tanto coraggio e un pizzico di fantasia…

NOTE DELL'AUTORE

Questo progetto ha come scopo primario quello di affrontare la tematica dell’integrazione culturale vista, attraverso le mura, di un vecchio hotel di un piccolo paese italiano.

L’Abruzzo è una terra ancora da scoprire, i piccoli centri e la bellissima conformazione territoriale, fanno sì che questa terra si presti magnificamente alla bellezza del cinema. Come in tutte le culture dei piccoli centri urbani, le vecchie generazioni custodiscono gelosamente le proprie tradizioni. È proprio in queste circostanze che l’integrazione diventa un momento di condivisione con il superamento dei soliti pregiudizi raziali.

Le piccole cittadine hanno spesso degli equilibri precostruiti su basi culturali profonde e antiche. Spesso può risultare difficile integrarsi con la gente di questi piccoli centri, specie se facciamo riferimento alla generazione passata. Il motivo più frequente è riconducibile al fatto che queste persone hanno il timore che, le fondamenta culturali su cui hanno basato la propria vita, vengano in qualche modo compromesse attraverso l’avvicinamento di nuove culture.

La cucina, in questo progetto, è il vero collante tra le culture che si incontrano. Non è un caso che in sceneggiatura si è scelto di rivisitare un piatto tipico della cucina teramana. Attraverso questa operazione c’è l’incontro effettivo di mondi apparentemente diversi ma sostanzialmente molto simili. L’idea è quella di demarcare, attraverso questo escamotage artistico, quanto sia spesso un valore aggiunto unire tra di loro culture differenti. La storia vuol far superare tutte quelle barriere che, per cause troppo spesso associate a incomprensibili paure, si sono installate tra la nostra cultura e quella dei migranti, ospiti nel nostro paese.

Si è scelto la commedia proprio per mantenere un livello sobrio nella narrazione. Sappiamo bene quanto questo argomento sia diventato, almeno negli ultimi anni, un momento di angoscia e di tristezza comune. Il mondo resta fermo a guardare questa infinità mattanza, povere generazioni che finiscono in mare la propria esistenza.

Con questo lavoro vorremo riscattare tutte quelle persone che ogni giorno combattono contro l’ignoranza e le difficoltà che si celano dietro percorsi di adeguamento in questa nostra oramai distratta società. Vorremo, attraverso la comicità del testo, analizzare e raccontare questo momento storico, con i suoi controsensi e le sue manie. In fondo questo nostro monito è certamente rivolto alle nuove generazioni, con l’augurio che vengano momenti migliori dove integrazione sia sinonimo di crescita e di accoglienza volontaria.

Sarà un onore collaborare con ragazzi di etnie differenti. Crediamo fortemente che questo sia momento di crescita, per noi tecnici ma anche per il territorio in cui andremo a lavorare. Siamo anche molto felici di avere dalla nostra parte ben tre comuni abruzzesi che appoggiano la causa in questione, il comune di Campli, come porta bandiera del progetto, quello di Roseto degli Abruzzi e quello di Atri. Siamo inoltre onorati della presenza della tante associazioni di volontariato e di prima accoglienza che lavorano da molti anni sul territorio abruzzese. Siamo certi nella buona riuscita sociale che ribolle in questa operazioni. Per quanto riguarda la riuscita artistica, voglio concludere scomodando un maestro della letteratura di fine 800:

“Il tuo villaggio è il centro del mondo, racconta il tuo villaggio e racconterai del mondo.” (Tolstoj)